Sogno della galleria

Io e firenze

by Franco Simone

on Sogno della galleria (2017)

Cristina aveva un gatto brutto ed insignificante
Se lo portava a spasso esibendolo alla gente
Simona masticava sempre gomme americane
Poi parlava di un ragazzo, di una nuova delusione
E Marco da poeta, faccia scura barba inquieta
Le comprendeva tutte, lui le cose le capiva
Di Lella si diceva: "Moralmente vale zero"
Quando lei si innamorava lo faceva per davvero

Firenze, che peccato, quante facce ti sei persa
Una notte zitto zitto vengo e ti racconto tutto
E ti stendo sui lungarni ritagliate ad una ad una
Le figure della gente che ha la testa sulla luna

Firenze veramente te li voglio presentare
Hanno facce mica brutte e non parlano neanche male
Ma da parte ti conservo per le notti un po' speciali
Quelli che amano la gente senza sprechi di parole

Patrizio, occhiali scuri, non deluderà l'attesa
Anche oggi a dissertare sulla lotta e sulla resa
E vince un giorno appena, poi c'è un altro vincitore
Ma per vincere qualcuno si è giocato anche il cuore
Di Lella fa notizia la lunghezza della gonna
Certe volte avrei voluto fosse proprio la mia donna
La donna di una vita o forse di una notte sola
L'importante e non cadere in una storia da buttare

Firenze, che peccato, quante facce ti sei persa
Una notte zitto zitto vengo e ti racconto tutto
E ti stendo sui lungarni ritagliate ad una ad una
Le figure della gente che ha la testa sulla luna

Firenze veramente te li voglio presentare
Hanno facce mica brutte e non parlano neanche male
Ma da parte ti conservo per le notti un po' speciali
Quelli che amano la gente senza sprechi di parole

Firenze, che peccato, quante facce ti sei persa
Una notte zitto zitto vengo e ti racconto tutto
Vengo e ti racconto tutto!

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